Peschici in fiamme
Spente le fiamme che hanno devastato buona parte del territorio di Peschici, si infuocano adesso le polemiche.
Si parla di incendio di natura dolosa, dovuto probabilmente ad un pizzo non pagato. Si parla di ritardi negli interventi di soccorso.
I numeri sono quelli riferiti dal Governatore della Puglia, Nichi Vendola, e pubblicati su L’ Espresso:
“Due morti, tre feriti di cui uno grave, 3 mila 500 turisti sfollati, sette velivoli usati per tenere a bada le fiamme con lanci di precisione dove al posto della polvere da sparo ogni “proiettile” era caricato con 9 mila litri d’ acqua, settecento uomini chiamati alle armi fra volontari, carabinieri, pompieri, militari dell’ esercito, polizia stradale, Anas, capitaneria di porto, guardie forestali, finanzieri, e poi quattordici ambulanze, venticinque barche, centonove mezzi meccanici, diciotto antincendio scesi in campo con l’ obiettivo di salvare e assistere abitanti della zona nonché vacanzieri. «Operazioni di soccorso particolarmente difficili» ammette il governatore. Come non è facile organizzare il rientro a casa dei villeggianti: la Protezione civile ha allestito treni speciali, l’ amministrazione regionale vuole mettere su un ponte aereo. Guido Bertolaso fa sapere che dei 1.400 sfollati da Peschici, 400 sono ripartiti, ma 1.000 rientreranno negli alberghi, di cui tre sono stati distrutti.”
Noi preferiamo non commentare…le immagini parlano da sole:

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