La cucina del Gargano

La cucina tradizionale del Gargano sembra avere il potere di risvegliare addirittura i morti!

Così vuole la leggenda secondo cui nella notte tra l’ 1 e il 2 Novembre, la notte di Tutti i Santi, le famiglie devono far dono ai loro defunti di una ricca tavola imbandita con ogni sorta di specialità culinarie.

Cena per i defunti la notte di Tutti i SantiA Rignano Garganico, San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis la tradizione sembra ripetersi ancora oggi. Sono molte, infatti, le famiglie che festeggiano la notte di Tutti i Santi, dedicando una cena alla memoria dei cari defunti.

Rispetto al passato, la cena ha assunto un valore celebrativo più che votivo: nell’ antichità la cena doveva servire propriamente a placare la fame dei morti che altrimenti sarebbero venuti in visita durante la notte a turbare il sonno dei loro cari ancora in vita.

Una descrizione più approfondita della leggenda e delle sue evoluzioni nel corso degli anni viene offerta da Angelo Del Vecchio sul sito di Garganopress.

Questo l’ elenco delle pietanze preparate nella notte di Tutti i Santi per placare la fame dei defunti che Del Vecchio ci propone come incipit del suo articolo:

“Pane, olive “interrate”, scarpedde, musciska, caciocavalli, caciotte, salumi, patate lesse, melograni, melocotogne, diavolacci, pastarelle, taralli e vino a volontà facevano e fanno da contorno a ricchi piatti di fumanti orecchiette e strascinate al sugo.”

Insomma, una notte da leccarsi i baffi!

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